Rossana Rossanda

Clara Primavera ricorda Rossana

Cerchiamo ancora

L’associazione Itinerari e Incontri con sede prima a Monte Giove, attualmente al Monastero camaldolese di Fonte Avellana, si unisce al dolore di quanti hanno conosciuto, amato ed apprezzato Rossana Rossanda. E’ stata per noi un grande faro che ci ha insegnato la passione per il dubbio e la ricerca. Insieme a Padre Benedetto Calati, ad Adriana Zarri, a Barbaglio, Miegge, Gentiloni, Ingrao, Lorenza Carboni.  Nell’esperienza di Monte Giove, si è avviato un cammino profetico che continua ancora, nonostante il sentirci sempre più orfani

“Ma perché andate a Monte Giove? … Così è successo che da incontri poco più che casuali è venuta un’abitudine, di confrontarsi su qualche tema che ci preme, e sul quale è diverso lo sguardo dei cristiani, non univoco neanche tra cattolici. A Monte Giove vengono anche protestanti e naturalmente ebrei e quello della coscienza occidentale non credente, come i monaci amano placidamente chiamarci. Non è un convergere o riposarsi sul sacro, oggi fin troppo frequentato.  Ci interessa ascoltarci ciascuno parziale, su questioni che noi chiamiamo etiche, loro sapienziali.  La prima volta fu su parole come legge, coscienza, libertà. Parole che non vanno da sé per nessuna cultura. La condizione è quella che chiamerei “cordovana”, la Cordova dei pochi secoli d’oro dove arabi, ebrei e cristiani discussero felicemente prima che la chiesa castigliana e il fondamentalismo arabo li cacciassero tutti. A nessuno importa il convertire, importa sapere, vedere le strade altrui. Dovrebbero essere più facili per chi non crede, e viceversa succede che la maggior rigidità nasce da una qualche differenza laica. Come che sia, andiamo avanti da alcuni anni, siamo amici, ne chiamiamo a volte altri, vengono, qualche volta restano.” (Rossana Rossanda)

E ci piace ricordare alcune sue riflessioni del 1999

“Tutto passa, tutto muore, e allora? L’etica laica comincia adesso. Il senso è in questa umanità che è finita; vivo fra altri una condizione che sia umanamente giusta della responsabilità assumibile della vita nuda, povera.

La dimensione della disperazione deve far parte dell’agire. Anche il sapiente sbaglia.

Tutto passa e ogni sangue arriva al luogo della sua quiete.

E padre Benedetto Calati, nell’intervento successivo sottolinea il Sacramento dell’Amore e ribadisce “Io cerco ancora… Siamo tutti dei non credenti; seguire l’esempio di Cristo significa morire per gli altri e morire da soli.”

 

Questo è il pensiero di Giovanni Pelosi

Noi del Centro di Cultura e Spiritualità “Itinerari e Incontri” di Monte Giove già ti conoscevamo e lì ti abbiamo sentita compagna e sorella.

Il tuo pensiero sempre esposto, mai facile alla pacificazione, la tua libertà che non accetta le illibertà degli altri, il tuo grido di giustizia che non viene dal deserto anche se lì è nato, ci hanno aiutato a vedere lontano e mantenere la passione della speranza.

Ricordati del tuo amico Padre Benedetto Calati quando guardandoti ti indicò dal Vangelo di San Giovanni come il discepolo del Signore, ramingo, bisognoso d’amore e di comunicare amore, impegnato sempre in quell’avventura dell’uomo che progetta il futuro.

Ora ti sei messa in viaggio per Itaca “Ragazza del secolo scorso”; noi ti auguriamo che la strada sia lunga e fertile.